Verso la CONFERENZA PUBBLICA NAZIONALE SULLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO - panel migrazioni e sviluppo

Position Paper

Panel Migrazione e sviluppo

A cura di Cleophas Adrien Dioma – Associazione Le Réseau

Coordinatore del Gruppo di Lavoro Migrazioni e sviluppo

Hanno partecipato alla stesura del testo

Tana Anglana – esperta in Migrazioni e Sviluppo

Andrea Stocchiero - referente Gruppo migrazioni Concord Italia

Premessa

 Dal percorso del Summit nazionale delle diaspore alla Conferenza Nazionale: le sfide della nuova Cooperazione Internazionale allo Sviluppo in tema di migrazioni.  

Premessa

L'Italia da oltre quarant'anni è interessata da una crescente presenza e passaggio di persone provenienti da paesi terzi, la maggior parte dai cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo (PVS). Questa componente della popolazione si è oramai consolidata e ramificata nel paese, articolandosi lungo tutto il territorio italiano con modalità molto diverse a seconda del contesto socio-economico, avviando la nascita e lo sviluppo eterogeneo di organizzazioni e associazioni di migranti.

Queste ultime svolgono da sempre un ruolo fondamentale, non solo nel favorire i percorsi di inserimento nella società ospitante, ma anche nel promuovere e organizzare attività di solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo. Diverse associazioni infatti hanno partecipato e stanno partecipando a progetti finanziati dalla Cooperazione italiana in via diretta ed indiretta, o attraverso organizzazioni internazionali, dalla cooperazione decentrata degli enti territoriali, e da altri organismi pubblici e privati, come le fondazioni bancarie, in partenariato con le Organizzazioni Non Governative (ONG), i centri studi e le università, le cooperative e le  imprese. Allo stesso modo, le associazioni migranti stanno realizzando progetti finanziati a livello europeo, partecipando ai bandi della Commissione europea e di organismi multilaterali.

Rilevanza andrebbe data anche alle realtà di immigrati che mantengono interessi e rapporti con il paese di origine, il cosiddetto transnazionalismo culturale, sociale, economico e politico, che deve essere valorizzato, la capacità quindi di essere, di vivere e di sentirsi radicati qui e lì, concependo la globalizzazione innanzitutto come multilocalismo.

Il transnazionalismo degli immigrati può e deve diventare l’occasione per un transnazionalismo dei territori e del sistema Italia, capace di costruire relazioni di partenariato negli ambiti di reciproco interesse: sociale, culturale, economico, politico, commerciale, istituzionale.

Oltre agli immigrati e alle loro associazioni è da evidenziare il grande ruolo che possono giocare le cosiddette seconde generazioni o nuove generazioni figlie di immigrati e di coppie miste. Questi giovani non hanno sovente conoscenza e relazioni con i paesi di origine dei loro genitori, ma nell’acquisizione di una propria identità combinano l’appartenenza all’Italia (per cui è necessario addivenire al più presto alla revisione delle modalità di accesso alla cittadinanza) con una particolare sensibilità all’apertura internazionale e quindi alla cooperazione per un mondo migliore.

Infine, non va dimenticata l’attuale difficile congiuntura che vede la cooperazione allo sviluppo intrecciata alla politica migratoria. L’Italia, con l’Unione europea, sta giocando un ruolo di grande importanza nel cercare di governare i flussi migratori, in particolare lungo la rotta del Mediterraneo centrale. La cooperazione è coinvolta nella realizzazione di progetti per far fronte alle cause profonde delle migrazioni, ma vi sono alcuni casi di iniziative europee e italiane che deviano l’aiuto per finalità che non sono quelle stabilite dal Trattato di Lisbona. Sia dalla società civile che dalle Nazioni Unite viene criticata l’applicazione di una politica migratoria troppo concentrata su misure securitarie, che in diversi casi provoca sofferenze e violazioni dei diritti umani dei migranti, che l’assistenza umanitaria può poi lenire solo in parte. Si sottolinea quindi il ruolo che il transnazionalismo delle diaspore può avere nella tutela dei diritti umani dei migranti e la necessità di adottare una politica più equilibrata e coerente fondata sull’apertura di canali di migrazione regolare verso l’Europa e sul rispetto dei diritti umani, con un’attenzione alla protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati così come in generale dei migranti, moltiplicando gli sforzi avviati con i corridoi umanitari; disarticolando la cooperazione da logiche di restringimento della mobilità umana e utilizzandola affinché la migrazione sia una scelta libera.

Sono emerse diverse proposte per orientare le attività della cooperazione italiana dei prossimi anni, di seguito illustrate.

 

Struttura e contenuti dei diversi interventi

  1. Il sistema della cooperazione internazionale

Relatrice: Elena Masi - Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)

Sul tema “migrazione e sviluppo”, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) si inserisce nel sistema della Cooperazione Italiana coordinandosi da un lato con il livello europeo ed internazionale e dall’altro con il livello locale e associativo. Oltre a voler assicurare che la migrazione si svolga in modo ordinato, regolare e sicuro, l’AICS punta a garantire che la scelta di migrare sia libera. In questo contesto, l’AICS ha sviluppato un quadro teorico di riferimento, individuando sette azioni prioritarie sulle quali si concentrano i programmi nei paesi di origine dei migranti: politiche attive del mercato del lavoro, formazione, istruzione, migrazione circolare e di ritorno, supporto alle famiglie rimaste in patria, collaborazione con le diaspore. Il progetto “Summit delle Diaspore” ha promosso la costruzione di un dialogo strutturato tra diaspore e cooperazione italiana, dando attuazione alla legge 125 del 2014 nella parte in cui prevede che le diaspore siano considerate soggetti attivi della cooperazione.

Raccomandazioni/proposte

-  Approfondire e migliorare l’impianto teorico con analisi e valutazione delle iniziative di Migrazione e Sviluppo e confronto con il sistema Italia

-  Protezione nei paesi di transito e supporto a corridoi umanitari e a reinsediamenti

-  Sostegno all’integrazione dei migranti nei paesi di transito e alla reintegrazione nei paesi d’origine (riequilibrare il rapporto tra sviluppo rurale e urbano)

-  Valorizzazione delle rimesse individuali e collettive anche con nuove forme di blending

-  Rafforzamento e cooperazione con le diaspore (vedi raccomandazioni emerse dal Summit Nazionale delle diaspore)

-  Garantire che cooperazione e sicurezza siano due ambiti distinti nelle finalità e nelle logiche e vengano perseguiti attraverso finanziamenti distinti e tracciabili, e interventi sempre rispettosi dei diritti umani dei migranti.

 

  1. Ruolo degli enti locali e Cooperazione Internazionale

Relatore: Luca Menesini – Sindaco di Capannori (Luca)

 Se le politiche migratorie e di cooperazione allo sviluppo sono prerogativa dei governi nazionali, la dimensione che lega la migrazione allo sviluppo rafforza l’attenzione verso gli approcci di tipo bottom up e verso ciò che accade nei territori. 

Partendo da una cornice istituzionale, tra normative e atti di programmazione, e analizzando le prassi e le esperienze consolidate di questi ultimi anni, si tratta adesso di restituire scenari e prospettive per disegnare nuove strategie e nuovi orizzonti per la gestione dei flussi migratori (meglio cambiare … non gestione dei flussi migratori ma : per una cooperazione allo sviluppo capace di massimizzare i benefici delle migrazioni, minimizzandone i costi).

In generale, si tratta di far crescere la cooperazione tra territori valorizzando le relazioni migratorie e il ruolo delle diaspore in diversi settori, da quello agricolo alla manifattura, da quello sociale alla tutela dei diritti, con particolare attenzione alla protezione dei minori non accompagnati lungo i percorsi di mobilità …

Ai Comuni spetta un ruolo di "sentinella", attiva e consapevole, ma anche di cinghia di trasmissione tra realtà e mondi vitali. Appare fondamentale, in un quadro di riflessioni complesso ed articolato muoversi sulle direttrici dell'informazione, la formazione ed il coinvolgimento che promuovano sui territorio l'educazione alla cittadinanza globale

Raccomandazioni/proposte

  • - Favorire il coinvolgimento degli enti locali nel percorso del Summit Nazionale delle Diaspore
  • - favorire il dialogo tra i settori dell’amministrazione pubblica che si occupano di immigrazione o di inclusione sociale e quelli che si occupano di cooperazione, per strutturare piani di sviluppo coerenti, integrati e di lungo termine
  • - realizzare percorsi di empowerment dell’associazionismo migrante strutturando programmi di formazione ed incentivando la creazione di coordinamenti
  • - proporre iniziative culturali di sensibilizzazione rivolte a diversi target di popolazione, per diffondere maggiore consapevolezza sulla complessità del fenomeno migratorio, decostruire stereotipi e diffondere una cultura dei diritti umani volta a garantirne l’effettivo godimento per tutti, a prescindere dalla condizione giuridico amministrativa di ciascuno.
  1. Università e Cooperazione Internazionale

Relatore: Peter McGrath - Coordinator

The World Academy of Sciences – Science policy/Science diplomacy programme InterAcademy Partnership (IAP)

 Il brain drain ed il brain waste rappresentano una conseguenza estremamente negativa delle migrazioni sia per i paesi di origine, che per i migranti stessi. Infatti, tra i migranti che arrivano in Europa ci sono anche scienziati, ingegneri, medici e altri ancora con un livello di istruzione elevato e con la volontà di esercitare la propria professione. In marzo 2017, TWAS ha ospitato un workshop a Trieste per sviluppare una serie di raccomandazioni su come queste competenze possano essere integrate al meglio, a beneficio del paese ospitante e dei  Paesi d'origine, nel momento in cui fosse possibile farvi ritorno (rapporto disponibile qui: https://twas.org/article/refugee-scientists-way-forward). Ora TWAS sta collaborando con altre organizzazioni con cui condivide un approccio simile, tra cui quelle del cd. Sistema Trieste, per sviluppare azioni più incisive per mettere in atto alcune raccomandazioni del report.

Raccomandazioni/proposte

  • - Sviluppare registri delle competenze dei migranti per valorizzarle nella cooperazione allo sviluppo (vedi progetto professionisti senza frontiere)
  • - Favorire Interscambio interculturale e universitari per la cooperazione allo sviluppo
  • - Agevolazioni per facilitare una cooperazione universitaria tra l’Italia e paesi terzi 
  • - Favorire progetti che permettano agli scienziati che rientrano nei paesi d’origine la continuazione di attività di ricerca
  1. Imprenditoria migrante e Cooperazione Internazionale

Relatrice: Beatrice Kabutakapua - Cooperativa sociale Balobeshayi

La missione di Balobeshayi è di creare un ponte tra le comunità migranti e non, attraverso progetti creativi ed artistici come documentari, e in collaborazione con organismi che si occupano di ricerca sulla migrazione. Balobeshayi è un’impresa sociale, una cooperativa fondata da seconde generazioni. L’esperienza nel settore imprenditoriale di seconda generazione ha mostrato come sia frequente la tendenza a presentare le proprie culture di origine all’interno del proprio business. Tale scelta attiva un processo di apprendimento di culture “altre”, fondamentale per la buona riuscita di progetti di cooperazione. Il World Economic Forum ha riconosciuto che la mancata collaborazione con paesi in via di sviluppo è spesso dovuta alla totale ignoranza della cultura dell’altro. Gli imprenditori di seconda generazione colmano questa lacuna. Per questo i loro sforzi vanno premiati, implementati, supportati.  

Raccomandazioni/proposte

  • - Rafforzare e moltiplicare progetti di sostegno allo sviluppo del settore privato ad opera di imprenditori migranti nei paesi di origine
  • - Favorire la formazione attraverso progetti come l’African Summer School, Afro-cult (Università Cattolica di Milano),….
  • - Favorire l’organizzazione di eventi di comunicazione e conoscenza per valorizzare il ruolo degli imprenditori migranti e le competenze acquisite dai studenti di origine straniera e/o dalle nuove generazioni (forum economici, incontri sul ruolo delle diaspore nella cooperazione economica e commerciale, l’Italia Africa Business Week,….)
  1. Diritto del lavoro e cooperazione internazionale

Relatore: Babacar Pouye - Presidente dell’associazione Global Solidarietà di Ravenna

Il sindacato da trenta anni almeno è impegnato a lavorare nei Paesi in via di Sviluppo. Attualmente la migrazione, dovuta a varie cause come quelle economiche, umanitarie o ambientali. In Italia il sindacato ha come impegno la tutela dei diritti dei lavoratori (italiani e stranieri). Per quanto riguarda le attività sindacali nei PVS, consideriamo importante stabilire forme di collaborazione attiva tra i sindacati dei Paesi di origine e quelli dei paesi di transito dei migranti. Gli obiettivi principali del sindacato in materia migratoria sono la difesa dei diritti umani, civili e democratici; la lotta alla tratta e allo sfruttamento; l’orientamento alla migrazione regolare

Assicurare la centralità delle persone negli interventi di Cooperazione allo Sviluppo e mantenere come riferimento irrinunciabile la garanzia del rispetto dei diritti umani, civili e democratici.

Raccomandazioni/proposte

  • - Strategia per una cooperazione che rispetta i diritti umani e sindacali
  • - Valorizzare le buone pratiche e promuovere azioni a favore dell’equità di genere affinché le donne vedano garantiti i propri diritti di madri e lavoratrici, in quando soggetto chiave dello sviluppo e della garanzia del rispetto dei saperi, dell’ambiente e delle culture locali.
  • - Favorire azioni di sviluppo economico sostenibili dal punto di vista etico e ambientale che permettono di creare un circolo virtuoso che attraverso le reti e gli scambi  e possono fungere da traino per i Paesi nei quali questi temi non sono inseriti nelle agende di politiche pubbliche.
  1. Integrazione e Cooperazione Internazionale

Relatore: Marion Gajda  - Associazione della comunità albanese Scanderbeg

L'associazione Scanderbeg è un’associazione di promozione sociale fondata nel 2006 allo scopo di promuovere una piena e soddisfacente integrazione dei cittadini albanesi in Italia nel contesto sociale e nella realtà quotidiana, favorendo nello steso tempo il mantenimento dell'identità nazionale. In tutti questi anni l'associazione non solo si è impegnata costantemente a promuovere la conoscenza e la valorizzazione della cultura e tradizione albanese nel territorio di Parma e oltre, attraverso importanti progetti come la Scuola di Lingua Albanese, un'omonima squadra di calcio, laboratori di danza e quant'altro, ma da diverso tempo è impegnata anche nel promuovere i rapporti di scambio e cooperazione tra le città di Parma e Tirana. Per questo sono stati organizzati dall'associazione diversi incontri a livello istituzionale tra il Comune di Parma e quello di Tirana. In particolare la vista del sindaco di Parma Federico Pizzarotti nel 2016 e 2017 con il Sindaco di Tirana e i Ministri della Cultura e del Economia.

Abbinare ad interventi di Cooperazione transnazionale anche attività di valorizzazione delle differenti identità culturali che le diaspore esprimono, di interazione socio-culturale nei territori di residenza, perché solo una comunità inserita in maniera armonica nel tessuto sociale di destinazione può essere un valore aggiunto per azioni efficaci di cooperazione allo sviluppo nei territori di origine.


Raccomandazioni/proposte

  • - Definire un percorso per una rappresentanza inclusiva delle diaspore 
  • - Rafforzare le competenze delle associazioni della diaspora attraverso la formazione e la realizzazione di moduli di assistenza tecnica in diversi territori italiani per la strutturazione e progettazione in cooperazione internazionale da parte delle associazioni della diaspora, informando su opportunità esistenti
  • - Favorire la formazione e la costruzione della conoscenza attraverso nuove edizioni di “The smart way” per le nuove generazioni
  • - Contribuire alla definizione di una nuova narrazione sulle migrazione
  • - Realizzazione summit
  • - Facilitare la strutturazione di uno strumento di rappresentanza delle Diaspore in ambito di Cooperazione Internazionale
  • - Monitoraggio della mappatura delle diaspore avviata per il SND 2017 e ampliamento mappatura SND 2017

 

7- Partecipazione e Cooperazione Internazionale

Relatore: Paolo Dieci - Presidente della Rete Link 2007 e della ONG CISP

Il sistema della Cooperazione italiana e in particolare le sue ONG e associazioni della società civile lavorano da anni con le diaspore per lo sviluppo sostenibile nei paesi del Sud e per l’accoglienza e integrazione dei migranti. Sono numerose le buone pratiche ed esperienze positivi presenti.

-  Collaborazione tra ONG e diaspore nell’attivazione e nel sostegno di progetti umanitari, di gestione di servizi essenziali e di sviluppo comunitario. Si possono citare casi di progetti in: Albania, Bosnia Erzegovina, Somalia, Senegal e Costa D’Avorio …

-  Valorizzazione delle rimesse per lo sviluppo locale: vi sono casi di successo in Ecuador e Armenia, Senegal e Ghana.

-  Realizzazione di strategie integrate per l’affermazione di migrazioni consapevoli e informate tramite la collaborazione con università nazionali e reti di organizzazioni sociali di giovani: il caso dell’Etiopia.

-  Appoggio al welfare transnazionale relativamente ai problemi dei left behind, del ricongiungimento familiare e della protezione dei minori non accompagnati con esperienze significative in Guatemala e in Marocco

-  Valorizzazione delle competenze delle diaspore (brain gain) per lo sviluppo dei paesi di origine con, ad esempio, il caso professionisti senza frontiere in Etiopia, Senegal e Costa D’Avorio

-  Sostegno al ritorno e alla reintegrazione di migranti vulnerabili e di migranti e famiglie che si vogliono trasferire nei paesi di origine valorizzando risorse e competenze acquisite, con iniziativa in Tunisia e Senegal

Raccomandazioni

- è indispensabile lavorare sulla coerenza delle politiche per evitare deviazioni dei fondi della cooperazione allo sviluppo per fini di controllo dei flussi migratori e di sicurezza, e affinché vi sia un approccio complessivo fondato sul rispetto dei diritti umani

- la Cooperazione italiana deve sostenere la protezione dei migranti e investire per lo sviluppo sostenibile secondo l’Agenda 2030, in modo da rendere libera la scelta di mobilità umana

- la contabilizzazione dell’aiuto pubblico allo sviluppo non dovrebbe essere inflazionata con le spese di accoglienza dei rifugiati

- maggiore spazio dovrebbe essere dedicato alla cooperazione tra diaspore, organizzazioni della società civile italiane e dei paesi di origine e transito per lo sviluppo democratico, la giustizia sociale e la costruzione nonviolenta della pace

- Occorre investire sull’efficienza e trasparenza dei sistemi bancari, di meso e microfinanza nei paesi del Sud per valorizzare le rimesse per lo sviluppo locale, favorendo l’integrazione economica e finanziaria dei migranti e delle loro famiglie, ampliando gli impatti positivi per tutta la comunità locale; parte delle rimesse potrebbe essere investito, tramite appropriati incentivi, in operazioni pubbliche di investimento per le comunità più povere e vulnerabili.

- la Cooperazione italiana con il MIUR, e le organizzazioni della diaspora e della società civile, potrebbe creare un registro delle competenze dei miranti da mobilitare per lo sviluppo dei paesi del Sud

- la Cooperazione italiana con il ministero delle politiche sociali e il ministero della salute, le organizzazioni delle diaspore e della società civile, Regioni e Comuni, dovrebbe costituire una rete di sostegno e cooperazione transnazionale per tutelare i diritti dei minori non accompagnati, per l’empowerment delle donne, per appoggiare il benessere delle famiglie separate e favorirne il ricongiungimento se richiesto

- si chiede che la Cooperazione italiana si coordini con il Ministero dell’Interno, Regioni e organizzazioni della società civile affinché il ritorno sia un diritto per le persone e un’opportunità per i processi di sviluppo locale a livello sociale, economico e di partecipazione alla vita democratica.

Conferenza pubblica Nazionale sulla Cooperazione allo Sviluppo

“Novità e futuro: Il mondo della Cooperazione Italiana fra testimonianze e nuovi approcci”

“Migrazione e Sviluppo”

Titolo: “Le persone sono lo sviluppo”

24 gennaio 2018 – 11.30 – 13.30 / 15.00 – 17.30

 

Concept note

La Conferenza si propone come occasione di incontro per gli attori coinvolti nella Cooperazione e come momento di comunicazione con l’Opinione pubblica italiana, con particolar riferimento al pubblico giovanile. Dalle Tavole Rotonde si attendono suggerimenti operativi che dovrebbero essere recepiti nella Sintesi dei lavori.

 

Panel Migrazione e sviluppo

 

Dal percorso del Summit nazionale delle diaspore con la cooperazione internazionale alla

Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo: le sfide della nuova cooperazione internazionale.  

 

Premessa

 

L'Italia da oltre quarant'anni è interessata da una crescente presenza e passaggio di persone provenienti da paesi terzi, la maggior parte dai cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo (PVS). Questa componente della popolazione si è oramai consolidata e ramificata nel paese, articolandosi lungo tutto il territorio italiano con modalità molto diverse a seconda del contesto socio-economico di riferimento. Senza dubbio la forte concentrazione di persone straniere in determinate aree del paese - come i centri urbani medio-grandi, dove in genere si presentano maggiori possibilità di inserimento lavorativo e non solo - nel corso degli anni ha favorito la nascita e lo sviluppo di un eterogeneo mondo di organizzazioni e associazioni di migranti.

Queste svolgono da sempre un ruolo fondamentale, non solo nel favorire i percorsi di inserimento nella società ospitante, luoghi per reperire informazioni e intessere relazioni; ma anche nel promuovere e organizzare attività di solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo, molto spesso in modo quasi inconsapevole, perché fino a poco tempo fa non riconosciute e supportate da adeguati strumenti normativi e dal sostegno istituzionale. Tra l'altro, negli ultimi anni, in seguito ai repentini stravolgimenti sociali, ambientali, economici e politici che stanno attraversando tanto i paesi di destinazione, quali appunto l'Europa e l'Italia nello specifico, quanto i paesi di origine e transito, in particolare in Africa, Medio e Vicino Oriente, il ruolo dell'associazionismo migrante ha acquistato sempre di più un ruolo importante nel sostenere ed orientare i percorsi di inclusione e di sviluppo. Diverse di queste associazioni infatti hanno partecipato e stanno partecipando a progetti finanziati dalla Cooperazione italiana in via diretta ed indiretta, o attraverso organizzazioni internazionali come l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), dalla cooperazione decentrata degli enti territoriali, e da altri organismi pubblici e privati, come le fondazioni bancarie, assieme alle Organizzazioni Non Governative (ONG), a centri studi ed università, cooperative e imprese. Allo stesso modo le associazioni migranti stanno realizzando progetti finanziati a livello europeo, partecipando ai bandi della Commissione europea e a programmi come la Joint Migration and Development Initiative, e di organismi multilaterali come il Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Rilevanza andrebbe data anche alle realtà di immigrati che hanno avuto successo nel nostro paese e che mantengono interessi e rapporti con quello di origine. Va ricordato in proposito che su 6 milioni di imprese operanti in Italia (2013), ben 497.080 sono condotte da soggetti nati all’estero (8,2% del totale) con forte tenuta anche in periodo di crisi. È il transnazionalismo degli immigrati che deve essere valorizzato, la loro capacità di essere, di vivere e di sentirsi radicati qui e lì, concependo la globalizzazione innanzitutto come multilocalismo, a misura d’uomo, di comunità, con l’assunzione cosciente e arricchente di identità plurime. In questo possono essere considerati anticipatori del cambiamento delle nostre società, in cui le nuove generazioni mirano a vivere la globalizzazione difendendo la propria individualità identitaria e costruendo relazioni e legami con differenti luoghi tra loro interagenti. Partendo da questa dimensione transnazionale-multilocale e dal protagonismo dimostrato da alcune comunità di immigrati nell’avvio di partenariati transnazionali, possono essere avviati percorsi di co-sviluppo aperti all’intera dimensione territoriale nelle due realtà transnazionali, quelle italiana e quella della regione di provenienza, coinvolgendo ogni attore potenzialmente interessato. Il transnazionalismo degli immigrati può e deve diventare l’occasione per un transnazionalismo dei territori capace di costruire relazioni di partenariato negli ambiti di reciproco interesse: sociale, culturale, economico, commerciale, istituzionale. Se in una regione è fortemente presente e radicata, per esempio, una comunità marocchina (o senegalese o egiziana o ecuadoriana o altra) che negli anni ha mantenuto rapporti con la regione di origine, un’ampia cooperazione tra le due regioni, qui e lì, non è solo possibile ma è anche una reciproca opportunità, da non sottovalutare. Accordi quadro di cooperazione (di lunga durata, per essere efficaci) potrebbero essere siglati da enti e comunità locali dopo attente valutazioni dei bisogni, delle opportunità, dei rispettivi ambiti di possibile intervento, dei legittimi interessi delle parti e dei benefici che possono derivare per entrambe da un simile partenariato territoriale per lo sviluppo. Non si tratta di individuare “un” progetto (questo è un po’ il limite odierno), ma di costruire un processo bilaterale duraturo, costante, coinvolgente le realtà territoriali interessate, disegnando un insieme di relazioni e di attività rispondenti, in modo coerente, ad un interesse definito e a criteri di reciproca utilità. Le due istituzioni e comunità  territoriali “transnazionali” dovrebbero al contempo favorire e sostenere altri specifici accordi di cooperazione: non solo tra immigrati residenti e comunità di origine, ma anche tra organizzazioni dei due territori, tra università e università, cooperative e cooperative, tra associazioni di impresa e tra imprese, tra istituti di credito, tra realtà sociali, sindacali e culturali, professionali e così via, per un co-sviluppo vero, duraturo, alla cui base ci siano i principi e l’etica della cooperazione, del partenariato, dei diritti umani, della giustizia, insieme ai reciproci legittimi interessi e vantaggi, anche a garanzia della continuità del rapporto di partenariato.

Infine non va dimenticata l’attuale difficile congiuntura che vede la cooperazione allo sviluppo intrecciata alla politica migratoria. L’Italia con l’Unione europea sta giocando un ruolo di grande importanza nel cercare di governare i flussi migratori, in particolare lungo la rotta del Mediterraneo centrale. La cooperazione è coinvolta nella realizzazione di progetti per far fronte alle cause profonde delle migrazioni, ma vi sono alcuni casi di iniziative europee che deviano l’aiuto per finalità che non sono quelle stabilite dal Trattato di Lisbona. Sia dalla società civile che dalle Nazioni Unite viene criticata l’applicazione di una politica migratoria troppo concentrata su misure securitarie che in diversi casi provoca sofferenze e conseguenze negative sui diritti umani dei migranti, a cui la cooperazione umanitaria deve poi lenire. Si sottolinea quindi la necessità di adottare una politica più equilibrata e coerente fondata sul rispetto dei diritti umani.

Nel corso della giornata cercheremo di formulare diverse proposte per orientare le attività della cooperazione internazionale e definire, insieme ai diversi attori del sistema della cooperazione internazionale italiana, idee progettuali condivise che mettano al centro delle stesse le persone.  

 

Modalità:
Gli interventi devono essere motivanti e volti a sostenere una narrativa positiva sulle migrazioni e sulla cooperazione internazionale: i migranti, le nuove generazioni, sono una risorsa importantissima per il futuro dell’Italia nel mondo e possono contribuire a ridurre tensioni, a migliorare i rapporti e a facilitare lo sviluppo di efficaci partenariati, contribuendo alla lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici, e quindi a ridurre nel tempo le migrazioni forzate.

Per arrivare a questi obiettivi dobbiamo:

  • - Valorizzare le diaspore organizzate e inserite e attive nel tessuto sociale italiano
  • - Adottare una visione fondata sulla centralità dei diritti umani e della coerenza delle politiche
  • - Indentificare i principali messaggi da comunicare sul ruolo positivo delle migrazioni nella cooperazione italiana, per i paesi partner e per la stessa Italia (co-sviluppo), e sulle azioni concrete già e possibili con testimonianze significative
  • - Favorire l’avvio di collaborazioni tra i diversi attori della cooperazione internazionale (Istituzioni, ONG, Diaspore, enti locali,…) al fine di costituire il Sistema della Cooperazione.

Possibile Articolazione del Panel (2ore e mezza)

Proposta agenda panel

  1. a) Introduzione e restituzione del percorso seguito dal GdL4 del CNCS sulla Migrazione al Forum Nazionale del 18.11.2017: lezioni apprese e risultati raggiunti.
  2. b) Tavola rotonda tra diaspore, ONG e istituzioni (nazionali e internazionali)
  3. c) Dibattito
  4. d) Conclusioni e indicazioni per il futuro.

Casella di testo: Mattina 24/01/18
Proposta del GdL4 relatori per Conferenza Nazionale Cooperazione Italiana

 MIGRAZIONI: “Le persone sono lo sviluppo” (20')

11.30 - 13.30: presentazione in plenaria del panel pomeridiano, moderata dal vice ministro Mario Giro. Nel quadro della sezione plenaria sarà collocato il contributo del Gdl4 di circa 20mn che include:

  • Dilip RATHA - Banca Mondiale
  • Luigi Maria VIGNALI - Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie.
  • Cleophas Adrien DIOMA – Coordinatore Gruppo di lavoro Migrazione e Sviluppo Associazione Le Réseau          

15.00 – 17.30 - Tavola rotonda

Obbiettivo mettere attorno alla stessa tavola i diversi attori della cooperazione internazionale (Ministero, enti locali, ONG, Diaspore, settore privato) per definire insieme idee progettuali necessarie ad implementare la legge 125/2014 sulla cooperazione internazionale.

Il panel sarà suddiviso in due parti:  

15.00 – 15.45 - Prima parte

Sarà l’occasione per approfondire il tema del panel e quindi definire la proposta di contenuto da integrare nelle conclusioni della conferenza nazionale con l’obbietivo di:  

  1. Informare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle politiche e le iniziative che intrecciano la cooperazione del sistema Italia con il fenomeno migratorio, sui benefici delle migrazioni e sul processo in atto di rafforzamento delle associazioni della diaspora interessate ad operare nel contesto della cooperazione allo sviluppo
  2. comunicare la tematica prioritaria della cooperazione riguardo il fenomeno migratorio dando visibilità al percorso realizzato dal GdL 4 e con il Summit delle diaspore
  3. Favorire l’avvio di meccanismi di collaborazioni tra i diversi attori della cooperazione internazionale (Istituzioni, ONG, Diaspore, enti locali,…) al fine di costituire il Sistema della Cooperazione.

Prima parte

Moderatore

Vittorio Longhi - Italian journalist of Eritrean origin. His writing has been published across a range of print and online media, including the Associated Press, the Guardian, the New York Times and La Repubblica. He is the author of The Immigrant War: A Global Movement Against Discrimination and Exploitation

 

Presentatore position paper

Marwa Mahmoud - Rappresentante del Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni, originaria dell’Egitto. Lavora con il centro MondoInsiene di Regio Emilia

Discussant1

Jean-Léonard Touadi - accademicoscrittore e giornalista italiano, originario della Repubblica del Congo.

 

Discussant2

Stefano Signore - capo unità di comunicazione di DEVCO

15.45 – 17.00 - Seconda Parte
Obbiettivo identificare percorsi per permettere il protagonismo delle diaspore nella cooperazione internazionale allo sviluppo, sia a livello nazionale che a livello territoriale,  per creare ponti di dialogo e partenariati utili a costruire progetti innovativi per lo sviluppo.

Seconda parte

Moderatore

Paola Gallo -  Giornalista professionista, lavora per Radio Italia Solomusicaitaliana dal 2002 dove conduce programmi e intervista i più affermati artisti italiani. Direttore artistico dell’emittente radiofonica in InBlu del gruppo Avvenire-TV2000. Ha sostenuto come testimonial alcune campagne di organizzazioni non profit impegnate nell’accoglienza di immigrati e rifugiati.Attiva nei social network, conta decine di migliaia di followers su Twitter e Facebook, e di lettori del suo blog ondefunky.com.

Interventi programmati (5mn massimo per relatori)

·         Ruolo enti locali (proposta ANCI) - La cooperazione decentrata e gli enti locali, un approccio per collegare immigrazione e cooperazione allo sviluppo
Luca Menesini - sindaco di Capannori (Lucca) e Presidente della Provincia di Lucca - referente di Anci Toscana per la progettazione europea

 

·         Il sistema italiano della cooperazione
Elena MASI (AICS)

·         Reti di Scienziati rifugiati (proposta CRUI) – Scienziati rifugiati e cooperazione internazionale
Peter McGrath
, coordinatore del science  
policy and diplomacy office di TWAS (The World Academy of Science)

 

·         Ruolo imprenditori immigrati – Esperienze di collaborazione tra imprenditoria e cooperazione internazionale: il ruolo degli imprenditori immigrati per lo sviluppo sostenibile
Beatrice Kabutakapua -
cooperativa Balobeshayi 

·         Sindacato e cooperazione internazionale (proposta reti sindacali) – Diritto dei lavoratori nella cooperazione internazionale
Babacar Pouye Coordinamento immigrazione di cgil cisl uil dell’Emilia Romagna

·         Ruolo associazioni delle diaspore -  integrazione e partecipazione attraverso il co-sviluppo
Marion Gadja, Associazione Scanderberg

·         Rappresentante ONG GDL4 – La partnership tra diaspore e ONG nella cooperazione allo sviluppo sostenibile

Paolo Dieci – Link 2007  

17.00 – 17.30 – Discussioni e fine Panel

Associazioni ForumSaD

  • Aiccos
    Aiccos
  • FADV ok
    Albero della vita
  • Aleimar
  • AltroMondo
    Altro Mondo
  • amicidelbrasile
    Amici del Brasile
  • LogoAmicidiBologna
    Amici di Bologna
  • Anpil
    Anpil
  • Arcs
  • Asia
  • assisisolidale
    Assisi Solidale
  • Auci
    Auci
  • Bhalobasa
  • Bimbo aquilone
  • Caritas Children
  • Cefa
  • Centro missionario diocesano
  • Compassion
  • Coopi
  • Csaal
  • Dokita
  • Ecpat
  • Liva
    El Comedor
  • Energia
  • Essereperessere
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