VERSO LA CONFERENZA PUBBLICA NAZIONALE SULLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO - PANEL SVILUPPO SOSTENIBILE

Uno dei temi che verranno affrontati durante le giornate del 24 e 25 dicembre alla  Conferenza Pubblica Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo sarà quello  dello “Sviluppo Sostenibile”. Nello specifico si parlerà di “fornire indicazioni e individuare iniziative per creare consapevolezza presso l’opinione pubblica sull’impatto che i cambiamenti climatici possono avere sul nostro futuro, e di come l’impegno riguardi tutte le nazioni del pianeta, secondo il nuovo concetto di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030”.

La Conferenza del 24 e 25 gennaio 2018 nasce per favorire il coinvolgimento dei cittadini nella definizione delle politiche di cooperazione allo sviluppo. Per facilitare tale partecipazione, pubblichiamo informazioni e aggiornamenti sul procedere dei lavori. Non solo, invitiamo associazioni e singoli cittadini ad avanzare proposte tramite i seguenti canali:

  • al numero verde 800913511
  • scrivendo all'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • contattando la tua associazione di riferimento

La preparazione dei documenti di discussione avverrà a cura di appositi Gruppi di Lavoro del Consiglio nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo, di cui ForumSaD fa parte.

Di seguito quanto discusso: 

Premessa

Il Panel dedicato allo sviluppo ha offerto l’opportunità per una discussione aggiornata sul nesso tra sviluppo sostenibile e le politiche di cooperazione internazionale, nel quadro dell’adozione dell’Agenda 2030 e dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico, nonché nel contesto europeo e nazionale, anche alla luce della recente approvazione della Strategia Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile.

Il nuovo scenario internazionale segna una svolta verso politiche più integrate, con l'affermazione delle interdipendenze e delle interconnessioni tra i diversi ambiti di pianificazione e di azione; a questo riguardo, l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 13  “Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico”  sottolinea che il lavoro in ambito UNFCCC deve essere sinergico e strettamente collegato all’impegno per debellare la povertà, migliorare i mezzi di sostentamento delle popolazioni, favorire l’espansione della ricchezza e la tutela del pianeta.

Il Panel ha messo in luce le implicazioni di medio e lungo periodo legate alle caratteristiche salienti della nuova agenda per lo sviluppo: l’integrazione della dimensione sociale, economica e ambientale; un complesso articolato e integrato di obiettivi (ben 17) molto più ampio del tradizionale contesto della cooperazione; il conseguente accresciuto peso dei bisogni finanziari e di nuove modalità di finanziamento, nel quadro di più ampie diseguaglianze sociali; l’entrata in gioco di nuovi attori dello sviluppo, dal settore profit agli operatori della cooperazione SudSud; la necessità di localizzare l’Agenda per la concreta traduzione in politiche e azioni sui territori e per mettere in evidenza le possibili tensioni tra gli effetti globali/nazionali/locali delle politiche adottate, considerato che tutti gli obiettivi hanno una dimensione urbana e territoriale; la trasversalità e specificità della genderequality come elemento qualificante e innovativo dell’Agenda 2030.

Nel corso delle attività del Panel sono quindi diverse proposte per orientare le attività della cooperazione italiana dei prossimi. Di seguito sono sintetizzate le principali

 

Proposte per i prossimi tre anni

  • La cooperazione italiana dovrà impegnarsi per la promozione di una diffusa consapevolezza in merito alla portata dell’Agenda 2030 e dei principi fondamentali che l’hanno ispirata: in particolare il principio leave no one behind (non lasciare indietro nessuno), che deve essere inteso nel senso di includere soprattutto la voce e la capacità di incidere delle persone, dei gruppi , delle comunità più marginali e vulnerabili; ed il principio per cui lo sviluppo è centrato sull’affermazione dei diritti. In quest’opera di divulgazione, dovrà ricercare la collaborazione di altri importanti attori a partire dal Ministero dell’Istruzione, che può svolgere un ruolo fondamentale nel coinvolgimento delle nuove generazioni, a tutti gli altri Ministeri e Amministrazioni pubbliche centrali e locali, alle Organizzazioni della società civile al mondo imprenditoriale e professionale.
  • La cooperazione italiana, forte dell‘esperienza già maturata, promuoverà relazioni di partenariato tra i molteplici soggetti della cooperazione (pubblici e privati, profit e no profit, locali-nazionali-internazionali), relazioni in grado di armonizzare e valorizzare l’apporto di ognuno alla ricerca del bene comune e della sostenibilità. Contribuirà in tal modo a rinnovare e rafforzare la partnership globale per lo sviluppo, auspicata da Agenda 2030. La buona cooperazione, d’altronde, inizia a casa nostra, in Italia e nell’UE: nei prossimi anni il sistema della cooperazione dovrà dare piena applicazione al principio della coerenza delle politiche, riconosciuto anche nella nuova legislazione per al cooperazione. In assenza di buone politiche nazionali ed europee in settori cruciali come il commercio, l’energia e il cambiamento climatico, le attività di cooperazione non potranno avere un impatto sostenibile nel lungo periodo.
  • Una sfida cruciale per il successo dell’Agenda 2030 è quella di mettere al centro i protagonisti dello sviluppo. Il 49,5% della popolazione mondiale sono donne, in Italia il 51,4: dati che evidenziano un impegno che ci ricorda che senza un pieno superamento delle diseguaglianze di genere, gli ambiziosi traguardi raccolti degli obiettivi di sviluppo sostenibile non potranno essere raggiunti. La cooperazione italiana dovrà rafforzare il proprio contributo per la lotta alle ineguaglianze economiche e sociali cosi come per la promozione del ruolo delle donne e la tutela dei loro diritti e della loro sicurezza, impegnandosi nel contrasto alla   violenza sulle donne. Nel 2050 si prevede il raddoppio della popolazione africana, il numero di giovani sarà al suo apice, per loro è necessario e urgente rafforzare il sistema educativo e di formazione professionale e sviluppare le possibilità di occupazione, in particolare nei paesi dell’Africa sub- sahariana.
  • La chiave per un’effettiva traduzione dell’Agenda 2030 in politiche di cambiamento è la sua  localizzazione; le strategie nazionali devono trovare  sviluppo operativo sui territori; la cooperazione italiana dovrà rafforzare la sua azione di coinvolgimento delle Autorità locali nei paesi partner e nel nostro paese nella prospettiva di una condivisione a tutti i livelli di governo delle responsabilità per uno sviluppo sostenibile .
  • La cooperazione allo sviluppo proseguendo il cammino avviato con la legge 125 del 2014, farà del monitoraggio e della valutazione degli interventi realizzati, in particolare di quello della dimensione esterna della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, un elemento di forza ed efficacia delle sue politiche e strategie. L’utilizzazione di indicatori “al di la del PIL”, nella definizione dei quali l’Italia ha raggiunto traguardi notevoli, costituirà un apporto alla messa in opera del monitoraggio globale degli SDG. Le pratiche di valutazione saranno in grado di suggerire elementi di comprensione di quanto realizzato nella maniera più indipendente possibile, e che punti ad andare oltre gli elementi strettamente ‘fattuali’ e legati ai risultati visibili nel breve periodo, per puntare lo sguardo sui percorsi messi in atto; la dimensione della partecipazione; la capacità di rispondere dinamicamente alle sfide poste dalla realtà in un contesto di cambiamento complesso. Un elemento centrale è quello della trasparenza nell’accesso ai dati fondamentali degli interventi per tutti gli attori che promuovono azioni grazie a risorse di origine pubblica, inclusi gli attori della società civile e quelli del settore privato, costruendo meccanismi di accountability che comprendano sistematicamente la voce dei beneficiari finali degli interventi.
  • Attenzione particolare va posta nell’approccio a strumenti di finanziamento pubblico ad operatori del settore privato (incluse le forme di PPP e blended finance), che possono rappresentare un’interessante opportunità ma che richiedono particolare attenzione nel valutare premesse e implicazioni: nel cogliere il reale effetto leva realizzato dalle risorse pubbliche nel mobilitare risorse private particolarmente per i fini condivisi di sviluppo sostenibile; nel definire i criteri di ‘valore aggiunto’ in termini di impatto generato rispetto ad usi delle risorse pubbliche attraverso altri canali; nel riconoscere le implicazioni (esplicite e implicite) di tali strumenti in termini di finanza pubblica; nel verificare il rispetto degli standard sociali e ambientali, in un’ottica di coerenza di politiche.

Programma ancora in via di definizione:

IL FUTURO CHE VOGLIAMO

Le sfide della sostenibilità sociale, ambientale e economica nella prospettiva della cooperazione allo sviluppo.

Roma, 24 gennaio 2018, 15h00– 17h30

11h30 – 13h30 – Presentazione in Plenaria dei Panel pomeridiani

15h00 – 17h30 – Workshop

  • Obiettivo

Il Workshop sarà l’occasione per approfondire il tema del Panel e quindi la proposta di contenuto che dovrà essere successivamente integrata nelle conclusioni della Conferenza. In particolare, sarà un’occasione utile a condividere con la platea un’interpretazione ampia della natura dell’Agenda 2030 e quindi a proporre una lettura sia delle trasformazioni che possono incidere sui termini che definiscono attualmente la cooperazione allo sviluppo sia di come la cooperazione possa dare un contributo decisivo alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Per una discussione fruttuosa sarà importante individuare un moderatore che sappia gestire in modo dinamico i diverse momenti.

  • Formato

15h00 – 16h30

 Approfondimento dei temi affidato a due relazioni principali

16h30 – 17h30

Presentazione e discussione del documento di contenuto, da precisare alla luce della preparazione del testo; le diverse sezioni potranno essere introdotte dai rappresentanti del Gruppo di lavoro.

 

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